Verso una legge sulle unioni civili

verini e lo giudice 01-09-15Entra nel vivo in Commissione giustizia del Senato la discussione sul cosiddetto disegno di legge Cirinnà, al centro dell’iniziativa su diritti e unioni civili svoltasi la sera di martedì 1 settembre in Sala Zangheri.

A spiegare ampiamente i contenuti del disegno di legge (che prende il nome dalla sua relatrice in Aula, la senatrice PD Monica Cirinnà) è il senatore Sergio Lo Giudice. “Non si tratta di un’estensione del matrimonio – precisa subito – bensì di un istituto giuridico sul modello tedesco, che estende alle coppie dello stesso sesso i diritti dello coppie sposate”.

Ulteriore punto riguarda le adozioni: le coppie gay – spiega il parlamentare – non possono accedervi ma possono adottare il figlio del proprio compagno (la “stepchild adoption”); per le convivenze di fatto sia eterosessuali che omosessuali viene inoltre prevista una regolamentazione leggera, che riguarda ad esempio il subentro nei contratti d’affitto e l’assistenza del partner in ospedale.

Quello del Senato è “un testo serio, equilibrato e avanzato” secondo il deputato PD Walter Verini; “il Paese – aggiunge- è maturo e persino il mondo cattolico si pone degli interrogativi, non ha più un atteggiamento di totale chiusura”. Critico è invece il presidente del Cassero Vincenzo Branà, che non si accontenta delle semplici unioni civili e chiede una forzatura verso il matrimonio egualitario.

La sfera dei diritti si allarga poi da quelli civili a quelli sociali, con l’intervento dell’onorevole Marilena Fabbri, che spiega la sua recente proposta in materia di cittadinanza, una sorta di ius soli temperato, rivolto in particolare ai minori nati in Italia da genitori stranieri: “è terreno di scontro ma anche di conquista, il Partito Democratico vuole aprire una nuova stagione dei diritti”.

Nell’ultima parte del dibattito – iniziato con l’introduzione appassionata di Luisa Guidone, responsabile Diritti civili del PD di Bologna – torna a intervenire Branà, per respingere qualsiasi lettura etica: “Non sono temi eticamente sensibili su cui invocare la libertà di coscienza dei parlamentari”, afferma “ci sono persone che da troppo tempo aspettano dei diritti”. Non manca infine un suo ricordo del sindaco recentemente scomparso Renato Zangheri, il primo a concedere spazi e strutture ad Arcigay.

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