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"Oltre i partiti", di Goffredo Bettini

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La domanda che ci si pone è la seguente: vale la pena mantenere il sistema dei partiti in Italia? Se l’è chiesto Goffredo Bettini autore del libro “Oltre i partiti”, edizione Marsilio, presentato lunedì 12 settembre alla Festa dell’Unità di Bologna. Interlocutori, di fronte ad un folto pubblico, il politologo Piero Ignazi, il presidente della Direzione provinciale del PD, Piergiorgio Licciardello, e il sindaco Virginio Merola.

La riflessione su questo nodo della politica italiana parte dall’esperienza personale dello stesso Bettini, uomo di cultura entrato in politica giovanissimo. Con una lunga carriera alle spalle, è diventato braccio destro di Walter Veltroni nella nascita del PD. Eppure, proprio in questo libro, Bettini evidenzia il superamento di questo modello e rilancia sul piatto l’idea di un nuovo soggetto politico democratico capace di unire persone e non bandiere, idee e non apparati.

“Ho riflettuto molto sulla crisi dei partiti in questi ultimi anni - ha affermato l’autore – e la situazione in Italia è critica. Bisogna sperimentare una nuova direzione, apportare un cambiamento radicale. Le forze della sinistra hanno grandi responsabilità, devono rispondere al berlusconismo con un vero cambio della forma partito”.

Dello stesso parere il politologo Piero Ignazi. il quale ha sostenuto che la sconfitta della destra può aprire scenari disastrosi. In Italia è necessario formare un partito che indichi una strada precisa e che chiuda immediatamente una stagione. È necessario perciò proporre un’alternativa forte, in grado di abbattere il forzaleghismo. Il PD è ancora carente, da questo punto di vista, nel mostrare un’agenda valoriale alternativa.

Il passaggio del libro, che invece ha colpito Virginio Merola, riguarda l’esigenza di rivedere la forma delle istituzioni politiche. Bisogna rafforzare il dialogo con i cittadini e costruire un percorso che sia permanente, ha insistito il sindaco di Bologna: un passaggio che fino ad oggi non è stato ancora fatto. Occorre insistere sulla ricerca politica e sull’idea di comunità. Sullo sviluppo di questi punti Merola si sta impegnando in prima persona. L’individualismo che ha prevalso nell’era Berlusconiana – ha affermato - deve finire. Sino ad oggi ha prevalso perché la sinistra non è stata in grado di contrapporsi in maniera più decisa, anzi, si è opposta con una forma di statalismo sorpassata. Se il PD non farà propri i valori della comunità e della comunicazione tra istituzione e cittadini, la situazione andrà sempre più deteriorandosi; ci ritroveremo bloccati nella pura tattica.

Riguardo a tangentopoli, altro tema trattato nel libro, Merola sostiene sia stata un’occasione persa per riorganizzare il finanziamento ai partiti. Chiude affermando che la politica è sia servizio, che impegno civile.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Piergiorgio Licciardello, che ha sottolineato come occorra al più presto cambiare atteggiamento riguardo al rapporto politica-cittadino. I partiti sono fatti di persone ma non sono superiori ai cittadini; se non si riflette su questo, ha chiuso il presidente della direzione PD di Bologna, sarà estremamente difficile portare cambiamenti nella società, pensare a un interesse comune. Il PD non deve cercare giovani dentro sé stesso ma deve cercare persone diverse che vengono dall’esterno, dal panettiere di un paese all’impiegato di una città, da un agricoltore a un meccanico, una contaminazione che coglie tutti.

Alessandro Gallo



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