La sanità ad alta comunicazione. Martedì 6 settembre è stato presentato un servizio-fiore all’occhiello da parte della Regione Emilia-Romagna che, assieme a Trentino e Lombardia, promuove il Fascicolo Sanitario Elettronico al cittadino. E di questo evento è stato scelto come “testimonial” il segretario del PD di Bologna Raffaele Donini che, mostrando sul palco i propri codice fiscale e carta d’identità , ha ricevuto immediatamente il nuovo fascicolo.
Tale proposta arriva in un momento delicato per il Paese e per la sanità in cui il Governo macina tagli e immette nuovi ticket, necessari per reperire le risorse utili a mantenere servizi di qualità e di quantità . Un’operazione che, facendo pagare indistintamente ai cittadini 10 euro per ogni prestazione sanitaria, “smantella la sanità pubblica di ottimo livello della nostra regione a favore di quella privata”. La risposta della Regione è stata, invece, quella di individuare quattro fasce in cui collocare i cittadini, sulla base del reddito, secondo le quali far pagare le prestazioni sanitarie.
La novità della serata, il Fascicolo Sanitario Elettronico, è la dimostrazione di come ben si possano coniugare tecnologia, professionalità , servizi e politica grazie all’accesso diretto tramite un computer, infatti, da casa come da qualunque altro luogo, attraverso la posta elettronica e una password, chiunque può realizzare per ora operazioni quali pagare un ticket, prenotare esami o visite, autocertificare situazioni legate alla propria salute. I dati presenti nel fascicolo, una volta data l’autorizzazione ad immetterli nel sistema, sono gli stessi posseduti dal proprio medico di base, ma con una differenza importante: ora anche il paziente può accedervi direttamente con modalità sicure.
Tali dati, predisposti dall’azienda sanitaria e non dal cittadino, entrano in una rete protetta e possono quindi circolare con facilità , come ha evidenziato il presidente del Cup, Mauro Moruzzi. E’ quanto avviene già in Danimarca ed in Gran Bretagna. Inoltre, il fascicolo aiuterà moltissimo la comunicazione medico-paziente, semplificherà la burocrazia sanitaria e agevolerà l’accesso all’azienda pubblica sanitaria, favorendo questa nei suoi compiti ed obiettivi, legati al benessere ed alla salute della persona. Ottimizzando, per di più, i vari tipi di prestazioni e permettendo al singolo ”malato” di monitorare il proprio iter legato alla salute. Il Fascicolo attualmente è stato distribuito alla metà dei residenti in regione, circa 2 milioni di cittadini.
Anche il Comune di Bologna farà la propria parte, ha sottolineato l’assessore alla Sanità Luca Rizzo Nervo, proponendo l’alfabetizzazione informatica degli anziani, secondo anche il programma del Sindaco Virginio Merola che ha affermato l’importanza della tecnologia nei rapporti istituzione-cittadini, punto presente anche all’interno del piano di realizzazione della Città metropolitana. Da questo punto di vista, il Sindaco stesso usa la comunicazione tecnologica, ad esempio attraverso Facebook spiega ai cittadini cosa fa quotidianamente. Bisogna però fare i conti con i tagli del Governo, osserva l’assessore, che, oltre ad un “profondo senso di frustrazione”, in vista del bilancio costringono a ridurre i servizi, garantiti ad un numero sempre minore di persone, le più indigenti. Anche Rizzo Nervo punta il dito contro i ticket, che spingono il cittadino ad utilizzare la sanità privata a danno di quella pubblica.
Per Giuseppe Melucci è fondamentale creare nei cittadini l’abitudine diffusa a dialogare sempre meglio con la pubblica amministrazione e trovare soluzioni che semplifichino loro la vita, individuando strumenti semplici ed efficaci per uno sviluppo sociale buono e per “creare democrazia”. L’idea è quella di realizzare in regione un polo di alta comunicazione della sanità e dell’economia bolognese.
Sempre sul tema dei ticket, Moruzzi spiega come in una settimana sono arrivate ben 100.000 chiamate al call center di via Capo di Lucca da parte di cittadini preoccupati per quanto sta accadendo. Ugualmente, sono stati ritirati 98.000 certificati di autocertificazione e si sono effettuate 46.000 prenotazioni, con un 5% di esenti totali. Si è messa in moto, dunque, un’enorme macchina per recuperare i 100 milioni di euro che mancano alla sanità regionale. Questa operazione va compiuta entro il prossimo 17 settembre.
Infine, secondo l’assessore alla Sanità della Provincia di Bologna, Giuliano Barigazzi, l’operazione deve realizzarsi attraverso la “regia del pubblico”, con il quale vanno definiti i diritti essenziali di ognuno, ed allo stesso tempo deve essere lanciata una discussione pubblica per la risoluzione del problema legato alla mancanza di risorse delle amministrazioni.
Rita Fortunato
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