I giovani nelle politiche nazionali e locali, il loro spazio nel Partito democratico, le risposte da dare ai coetanei grillini. Queste alcune delle domande rivolte al segretario provinciale del PD Raffaele Donini all’incontro organizzato dai Giovani democratici nella serata di martedì 6 settembre, al quale ha partecipato una cinquantina di ragazze e ragazzi. Con una prospettiva: Bologna può dare un contributo politico vero al PD nazionale.
Il Governo probabilmente durerà fino al 2013, è la previsione di Donini. Ma “accanto all’indignazione” compito del PD è “costruire un progetto alternativo per il Paese”. Le misure messe in campo dal governo fino ad oggi non prevedono incentivi alla crescita economica. Sono solo mirate a “salvare gli evasori, castrare i consumi dei ceti medio-bassi e indebolire le garanzie sociali”. Politiche che, quindi, non prospettano un futuro roseo per i giovani. Ecco allora la direzione da seguire: incentivare la crescita, ad esempio sbloccando il patto di stabilità ; investire sull’Università e la ricerca; “facilitare” i contratti a tempo indeterminato, rispetto a quelli precari.
“Ma perché i giovani sono poco considerati nel Partito?” chiede una ragazza. “Perché si sbaglia” è la risposta del segretario, che rivendica come il Partito, a Bologna, stia puntando sempre più su un vero protagonismo giovanile, “senza illudere nessuno, ma con progetti mirati”. Come ad esempio il progetto di formazione politica, che verrà presentato ufficialmente lunedì 19 settembre alla Festa ad un’iniziativa con Alfredo Reichlin. Intanto, però, alcune cose sono già state fatte: la direzione provinciale è passata da 300 a 150 componenti eletti dal territorio, cosa che ha portato a una media di età di 40 anni (contro i 56 precedenti) e a un forte ricambio (oltre metà non aveva mai rivestito precedenti ruoli di direzione nel Partito); inoltre è stato fissato il limite massimo di due mandati per la rielezione negli stessi organi dirigenti. “La sfida, ora – ammette il segretario –, è che quello che riusciremo a fare a Bologna abbia anche una valenza a livello nazionale”.
Cosa rispondere ai grillini, che sui costi della politica mettono il PD sullo stesso piano del centrodestra? Donini ricorda che il Partito Democratico a settembre porterà in Parlamento la sua proposta, “con l’obiettivo di perseguire efficienza dello Stato e sobrietà dei comportamenti della politica”: dimezzamento dei parlamentari, stop ai vitalizi, accorpamento dei piccoli Comuni, dimezzamento delle Province. “In Regione abbiamo già dato l’esempio”, ricorda. E accanto alla sobrietà istituzionale, il segretario sottolinea come serva anche rigore morale - cosa già evidenziata da Bersani - con sanzioni per chi mette in atto comportamenti anche solo “disinvolti”, che possano ledere l’onorabilità del Partito.
Una battuta anche sugli effetti nefasti dei governi Berlusconi. Per recuperarli ci vorrà tempo, ma “prima si inizia e meglio è”. Certo, ammette Donini, “dovremo mettere i cittadini nelle condizioni di vivere valori positivi” e “dare un respiro lungo” alle nostre politiche attraverso un “pensiero culturale” che si contrapponga all’attuale “egemonia culturale dei disvalori della destra”.
Chiusura sulla politica locale. Cosa può fare Bologna - e questa Amministrazione - per i giovani? Serve una maggiore “sintonia” fra Amministrazione comunale e Università per accogliere gli studenti: “bisognerebbe mettere in campo una paziente tessitura di progetti specifici, anche piccoli, ma continui, nella gestione” dei ragazzi. E poi riorganizzare gli spazi, e in questo senso si inseriscono i progetti di pedonalizzazione. Infine il tema della cultura: “l’energia culturale a Bologna c’è, questo può creare comunità e cittadinanza attiva”.
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