Bologna, 1949. Il Partito Comunista Italiano, deciso ad investire in maniera pianificata sulla formazione della propria classe dirigente, fondò a Bologna l’istituto di studi comunisti Anselmo Marabini, che nel gennaio del 1958 si occupò dell’educazione di 50 ragazze.
Avevano diversa estrazione culturale e geografica e buona parte di loro non aveva una qualifica riconosciuta: venivano definite “casalinghe”, pur avendo accumulato esperienze in svariati ambiti; altre erano operaie o mondine. Tutte però erano giovanissime, con alle spalle “un’accademia domestica”, una famiglia sensibile alla cultura di Sinistra. “In particolare, condividevamo tutte la stessa passione politica prorompente”, racconta Marta Murotti, allieva in quegli anni.
Perché all’istituto Marabini, dove veniva studiata la riforma agraria e si imparava a scrivere un volantino, si perseguiva la specificità dell’essere Comunisti. La fierezza di un impegno politico rigoroso, volto a tradurre uno slogan in un programma reale.
Ma Il volume “Le ragazze del ’58”, a cura di Sandra Girolami e Gianni Rivolta - presentato domenica 4 settembre nello spazio della Fondazione Duemila della Festa alla presenza della coordinatrice delle donne PD Rossella Lama, della docente di storia medievale all’Università di Bologna Giuseppina Muzzarelli - è soprattutto una storia di amicizia, in un contesto che voleva ricollocare le persone al centro della politica.
“Per molte di noi - racconta una delle ragazze - mangiare due volte al giorno (e pure bene!) era quasi come assistere a una lezione di Nilde Iotti sull’emancipazione femminile”.
Storie di persone e, sullo sfondo, il ruolo di un rigoroso PCI nella creazione di un legame fra le gente e le istituzioni.
Quella delle Ragazze del ’58, insomma, è la storia indimenticabile di un’amicizia che non è stata intaccata dal tempo né dalla distanza; in certi casi, è anche una storia di emancipazione. Soprattutto, è una storia di formazione perché, Marta pensa valga la pena ricordarlo, per progredire non bisogna dimenticare il passato.
Marìka Nesi
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