Iniziato con un ricordo di Mino Martinazzoli, deceduto in giornata a Brescia all’età di 79 anni (fu ultimo segretario DC, fondatore del PPI, sindaco a Brescia ed è stato equiparato ad Achille Occhetto per la portata delle trasformazioni impresse al proprio partito), il dialogo tra Dario Franceschini, capogruppo PD alla Camera, e il giornalista RAI Giorgio Tonelli di domenica 4 settembre è stata l’occasione per toccare le questioni più attuali del dibattito politico ed economico nazionale.
Ampiamente acclarata, secondo Franceschini, l’inadeguatezza (non dovuta solo ai continui stop-and-go) che caratterizza le misure pensate dal Governo per fronteggiare la crisi economica, è oggi ancora più necessario uscire dallo stallo che comporta, per il Paese, un costo insostenibile.
Queste le proposte del PD: recupero della cosiddetta “piccola evasione” fiscale con l’adozione della tracciabilità , nell’anno in corso, dei pagamenti superiori a 300 euro, nel 2012 a 200 euro e nel 2013 a 100 euro, che dovranno essere effettuati unicamente tramite bancomat, carta di credito, assegno o bonifico; recupero di un ulteriore 15% nei confronti delle risorse “scudate”; tassazione dei grandi patrimoni immobiliari.
E ciò nell’attesa di un nuovo governo: o di transizione (con cioè a capo un “tecnico” riconosciuto, che preveda la partecipazione di settori della maggioranza –nella quale non mancano le voci discordi con le politiche messe in campo- e delle attuali opposizioni, che pervenga ad una nuova legge elettorale ed alla riforma costituzionale e sia in grado di affrontare con serietà la crisi economica), oppure che nasca da elezioni anticipate, o, ancora, un governo che, sebbene scaturito dalle elezioni del 2008, esprima un nuovo leader.
Restando sui temi di carattere economico, riguardo allo sciopero indetto dalla CGIL per il prossimo 6 settembre, il Capogruppo alla Camera conferma la disponibilità del PD a condividere tutte le azioni finalizzate a porre fine a manovre inique e ingiuste, da qualsiasi forza sociale provengano.
La modalità di scelta delle candidature, sia nel campo del PD e del Centrosinistra, è quella vincente a livello nazionale come a livello locale: l’adozione della pratica delle primarie; alle primarie di coalizione, in particolare, il candidato del PD è il segretario al momento in carica.
Sul versante politico, la proposta di legge elettorale delineata dal PD è quella rappresentata dal sistema maggioritario a doppio turno con quota proporzionale; stante l’attuale impossibilità di addivenirvi per via parlamentare, nell’ambito delle Feste -come quella bolognese- il Partito ha tuttavia inteso dare spazio alla raccolta di firme per il ritorno, tramite referendum, del “mattarellum”, che nonostante i suoi aspetti contraddittori può rappresentare, momentaneamente, un miglioramento del “porcellum” attualmente in vigore.
Dato per scontato che -almeno fino a quando ci saranno ancora Berlusconi e Bossi- Fini e Casini eviteranno un rientro nel Centrodestra, Franceschini ricorda come con alcuni partiti di Centrosinistra come IDV e SEL siano in corso tavoli tematici per addivenire ad un programma condiviso per il turno elettorale del 2013; con SEL, in particolare, ci sono identità di vedute su politica estera, politiche sociali e politiche economiche.
In riferimento alla cosiddetta “questione morale” (nella quale, in negativo, taluni vorrebbero che anche il Partito Democratico fosse coinvolto), è necessario evitare che possa avere il sopravvento l’antipolitica con il risultato, magari unico, di ritornare agli esiti del 1994, quando Berlusconi si impose nello scenario politico proprio cavalcando questo sentimento; oggi, invece, occorre intraprendere tutte le azioni utili a creare gli “anticorpi” che possano prevenire determinati comportamenti, quant’anche non costituenti reato.
La “rottamazione”, prima che all’interno del PD, è pratica da attuarsi, peraltro non mancandone motivo, da partiti che ne hanno ben donde, afferma Franceschini; bene, invece, il ringiovanimento della classe dirigente, non perdendo di vista, però, che in città complesse come Milano e Torino due “over 60” come Pisapia e Fassino sono in grado di vincere sia le primarie che il turno elettorale e, oggi, di governare. Un Partito, secondo il Capogruppo, è equiparabile ad una squadra determinata a vincere, nella quale il gioco più che i “solisti” lo fanno quelli disposti a passare palla.
Nel PD, ha concluso Franceschini, ci sono tutte le condizioni per affrontare al meglio i prossimi passaggi (e questo, per un soggetto politico che si dà almeno cento anni di prospettiva, ne ha solo quattro e in un breve lasso di tempo ha cambiato tre segretari nazionali, non è un dato scontato), a patto, come da battuta di un attivista, che “nel Partito non vi siano troppi galli convinti che il sole sorga solo se cantano loro”.
(d.b.)
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