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Grande cuore, grande passione

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Mingardi l’antipasto, Vito il dessert. In mezzo il menù del PD offre tanta buona politica. Politica popolare, di quella che tocca le corde del cuore senza aizzare gli istinti più primordiali come fa al destra. Politica Made in Bo, con tanto cuore e tanta passione, fatta di amore per la città. Raffaele Donini e Maurizio Cevenini, il segretario e il consigliere regionale. Il cuore e l’anima del Partito Democratico.

Parco Nord, una sera di grande caldo con l’afa che sfida tutti i metereologi e non accenna a cedere il passo. La tenda dei dibattiti centrale però è piena. Si suda e si ride. C’è l’orgoglio di essere una cosa diversa dalla destra dei comizi teleguidati e delle finanziarie classiste che fan pagare solo la povera gente. Il tema della serata è già una certezza: connessione sentimentale. Cevenini ci dà dentro: sgombera il campo dalle tante brutte illazioni sul suo ritiro dalla corsa da sindaco lo scorso novembre (“C’è chi ha chiesto scusa”, spiega), Donini mette il carico (“La nostra vera scommessa siete voi”, dice guardando il pubblico). Mingardi ricorda gli anni che furono: Woodstok, i Beatles, Mina, il’68, le lotte per i diritti, “pace, amore e libertà”…. “Ai giovani abbiamo lasciato solo il grande fratello….”, sospira sconsolato. A dare la carica al popolo democratico ci pensa la “strana coppia della politica bolognese”. Donini e Cevenini non sono come gli indimenticabili personaggi interpretati da Walter Matthau e Jack Lemmon.. Non passano il tempo a litigare per poi riappacificarsi. Fanno gioco di squadra. “Ho sempre creduto che dobbiamo avere fiducia in noi stessi”, attacca Donini che taglia corto: “Cevenini è una risorsa, è uno che non chiede nulla per se, uno generoso”. Il Cev sorride. Ha già la testa alla lotteria dove fa da testimonial per la campagna di autofinanziamento del partito. Poi si aggiusta la cravatta. E restituisce il complimento. “Raffaele è un testardo, uno coraggioso”. Non previsto nella scaletta della serata fa capolino il totonomi per le elezioni parlamentari. Ci sarà il Cev? Lui sorride. Donini dice che Cevenini è una risorsa e poi assicura che, porcellum o non porcellum (“Stasera firmo”, assicura Cevenini riferendosi al referendum), il Pd non farà la lista delle candidature chiuso in una stanza. “Che ci siano le primarie come chiede Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, o che si faccia una consultazione noi – spiega Donini – discuteremo con i territori, faremo scegliere il nostro popolo”. Nessuna cambiale in bianco. Nessun patto modello “pasta Arrigoni”, da prendere a scatola chiusa, o del tipo “O così o Pomì”. Sì, perché la politica pubblicità non abita al Parco Nord. È una malattia tutta del centrodestra. E l’Italia in ginocchio ne è la conferma. In casa democratica si respira un’aria diversa, ricca dell’ossigeno della fiducia e della passione. “Abbiamo una grande autonomia rispetto al sindaco, ma sono sincero quando dico che Merola ha cominciato bene: la sua prima scelta da sindaco è stato abolire la tassa di iscrizione alle materne, la conferma che questa giunta pensa ai bambini, al futuro della città”. Raffaele Donini, segretario provinciale del Pd, è chiaro: i primi 100 giorni di Merola vanno promossi. “Ha fatto la giunta in fretta e con tanti giovani, sta lavorando ad un coraggioso piano di pedonalizzazioni, sulle infrastrutture sta lavorando a ottenere risorse dal governo”, spiega Donini. Pollice verso, invece, rispetto al governo: “Se non si cambia la manovra i Comuni non potranno fare i bilanci”, attacca il segretario che martedì prossimo, insieme al sindaco, alla vicepresidente della Regione, a molti amministratori e dirigenti Pd, sarà in piazza insieme alla Cgil per lo sciopero generale promosso dal sindacato guidato da Susanna Camusso contro la politica economica del governo di destra. “Il governo punisce i ceti meno abbienti, le imprese che investono, i territori che lavorano come i nostri”, taglia corto Donini. Merola sì, Berlusconi no è il leit motiv del segretario Pd che dà il via libera anche alla proposta di una città metropolitana “di secondo grado” che superi la provincia avanzata dal sindaco e dalla Regione Emilia-Romagna.

(l.m.)



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