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Per la sicurezza

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Il tema della sicurezza urbana, giovedì 1 settembre, passa sotto la lente di ingrandimento della Festa dell’Unità. Introdotti da Angelo Marchesini, consigliere comunale PD che ne ha delineato il perimetro anche dal punto di vista legislativo, “addetti ai lavori” come presidenti di Quartiere, rappresentanti del Comune, della Regione Emilia-Romagna e dei sindacati di categoria ne hanno discusso esperienze e prospettive.

Roberto Fattori (Saragozza) sottolinea come ai Quartieri siano sostanzialmente demandate due responsabilità: la definizione delle politiche preventive dei fenomeni di criminalità e il coordinamento dei soggetti aventi compiti di carattere repressivo. Individuata la solitudine come forma principale di insicurezza, secondo Fattori è necessario promuovere tutte le occasioni che possano incentivare la socializzazione e, in parallelo, mantenere un rapporto operativo, anche tramite incontri periodici, fra Quartiere, Polizia municipale territoriale e commissariati di zona delle Forze dell’ordine. Il poliziotto di quartiere, inoltre, è una scelta vincente.

Anche per Vincenzo Naldi (Reno) è fondamentale il coinvolgimento dei cittadini, in forma libera o associata; bene anche le pratiche in città già consolidate quale l’assicurazione per i cittadini ultrasessantacinquenni contro il furto della pensione, borseggi o rapine e l’istituzione, anche nei quartieri e sulla scorta del Comitato provinciale per l’ordine e per la sicurezza, dei Comitati per la sicurezza. I presidenti di Quartiere, però, a differenza dei Sindaci, non hanno potere di ordinanza e la possibilità di mantenere la forma assicurativa per gli anziani dipenderà dalle risorse disponibili a fronte dei tagli della manovra finanziaria.

Nel quartiere Borgo Panigale, sottolinea il presidente Nicola De Filippo, la specificità del territorio determina le azioni da intraprendere: la presenza, qui, di estese zone poco frequentate (campagna e ambiti infrastrutturali) e di percentuali di zone urbanizzate richiede la piena responsabilizzazione ed il pieno coinvolgimento del tessuto sociale; anche per questo Borgo Panigale è un territorio nel quale forme di volontariato tematico sono da tempo consolidate.

Il San Donato ha la più alta concentrazione d’Italia di case ACER e il reddito pro capite a Bologna; di qui la periodica insorgenza di fenomeni che inibiscono ai cittadini una piena e tranquilla vivibilità. Quello della sicurezza, secondo il presidente Simone Borsari, è un tema che a volte il Centrosinistra non ha sentito come proprio e lasciando quindi spazio ai cosiddetti “professionisti della demagogia”. Un tema che, al contrario, deve essere gestito con lo stimolo del senso di appartenenza al territorio, incentivandone la buona frequentazione e valorizzandone le “antenne” (attività commerciali, rete dell’associazionismo, categorie sociali). Importantissimo l’insegnamento della legalità ai bambini, ma il vero ruolo-chiave sarà rivestito, quando avrà finalmente luogo, dal coinvolgimento dei Presidenti di Quartiere nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Rossella Selmini, responsabile del Servizio “Politiche per la sicurezza e della Polizia locale” della Regione, ricorda come l’Emilia-Romagna abbia intuito già nel 1994 (presidenza Bersani) che quello della sicurezza urbana sarebbe diventato un tema-chiave, e sia quindi intervenuta a livello normativo, tra l’altro, per favorire la legalità nei cantieri, contrastare fenomeni di criminalità e partecipare al percorso di riallocazione di beni confiscati alle mafie. Per il futuro, l’importanza del ruolo giocato dalle Istituzioni deve essere rilanciata anche migliorando la capacità di comunicare le azioni effettuate e, in queste, i risultati conseguiti.

A nome del SILP-CGIL, del quale è segretaria generale, Sonia Parisi spiega lo stato di salute delle forze di polizia: dalla pluralità delle attività assegnata al ridimensionamento delle scorte, dai mezzi a disposizione al taglio degli straordinari, dalle modalità di misurazione degli obiettivi al confronto, come Organizzazioni sindacali, con un interlocutore politico che sorprendentemente tende a favorire esperienze parallele come la nascita delle ronde piuttosto che l’operatività delle esistenti strutture istituzionali. Fino a giungere alla situazione attuale, nella quale le ronde sono state sostituite dai militari (con costi elevatissimi) che a volte, come con la sosta delle camionette in piazza Maggiore, possono ingenerare la percezione che la città sia “blindata”. Il Sindacato, anche perché il territorio bolognese è sostanzialmente sano e per questo esposto alle attenzioni del crimine, condivide il diritto alla sicurezza da parte dei cittadini, ma chiede con forza che gli operatori abbiano la piena disponibilità di tutti gli strumenti necessari all’adempimento dei loro compiti.

Traendo, dal punto di vista politico, le fila del dibattito, Marco Lombardelli, capo di gabinetto del sindaco Merola, sottolinea come il tema della sicurezza urbana sia stato ultimamente soppiantato dalla situazione sociale che il nostro paese sta attraversando causa la crisi economica, aggravata dall’inconcludenza di 17 anni di berlusconismo sostenuto dalla Lega Nord che, dicendosi paladina dei territori, nei fatti è fautrice di politiche di stampo centralistico. Il centrosinistra, per Lombardelli, oggi può costituire un’alternativa credibile; sulla sicurezza, in particolare, assicurando la validità “erga omnes” del rispetto delle regole e facendosi parte attiva nel pieno coinvolgimento a livello locale di tutte le forze migliori della società.

(d.b.)

 



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