Togliere dal patto di stabilità i costi per il personale della scuola. Escludere bidelli e insegnanti dai vincoli imposti dal governo per le pubbliche amministrazioni. Imporre al governo di “indennizzare” quei Comuni come Bologna che si fanno carico di servizi scolastici che spetterebbero allo Stato.
Poche parole, molta passione. Marilena Pillati, assessore alla Scuola della Giunta comunale di Bologna, ha le idee chiare: la scuola è la priorità , le risorse sono le priorità della scuola. Sarà che è madre di due bambine, sarà che è docente universitaria, sicuramente perché è un’amministratrice di sinistra che ha a cuore il futuro del Paese, ma Pillati non fa sconti, né discorsi demagogici. Rinvendica la scelta della giunta Merola di aver abrogato la “tassa sulle materne” imposta dal Commissario Cancellieri, ma non dorme sugli allori. Ospite di un dibattito sul futuro della Scuola alla Festa provinciale dell'Unità in corso al Parco Nord (martedì 30 agosto, n.d.r.), Pillati va giù pari: “I tagli del governo agli enti locali si scaricano sulle famiglie, si fanno pagare agli studenti e ai bambini. Contro questo scempio bisogna fare una lotta politica, ma poi – spiega senza nascondersi dietro a un dito – bisogna cercare di ridurre i danni per le persone, per le famiglie, per la scuola”.
Incalzata dalle domande e dai pensieri dei “compagni di strada” Giuseppe Caliceti (“Il centrosinistra deve dire che se torna al governo investe più soldi sulla scuola”), Girolamo Di Michele (“Stiamo assistendo ad una fascistizzazione della scuola, a causa di un governo che vuole che solo i figli dei ricchi possano studiare, proprio come era prima degli anni ’60”) e Marco Grandinetti, Pillati denuncia come i prossimi mesi saranno difficili. “Ci sono tagli insostenibili, ma noi faremo la nostra parte per aiutare i più deboli”, assicura trovando il plauso di Graziella Giorgi, responsabile scuola del PD di Bologna, e di Albertina Soliani, senatrice del Partito Democratico e sottosegretario alla Pubblica Istruzione del Primo Governo Prodi, quando con il ministro Luigi Berlinguer la scuola italiana ha vissuto la prima e ultima grande stagione di “riformismo governativo”.
“Il primo obiettivo del PD deve essere invertire lo smantellamento della scuola pubblica messo in atto da una destra che ha tolto risorse perché pensa che la scuola non serva, visto che chi può pagare non ha bisogno di una scuola pubblica”, incalza Soliani, che mette in chiaro come le tre manovre estive del governo stiano definitivamente affossando quello che della scuola pubblica era sopravvissuto allo “smantellamento” della Gelmini. “Per prima cosa un nuovo governo di centrosinistra dovrà mettere nella scuola risorse e nuovo personale giovane, ovvero riaprire i concorsi”, spiega. Musica per le orecchie di genitori, famiglie, insegnanti e giovani. Parole di speranze per chi crede che lo Stato debba aiutare ad andare avanti chi la storia ha condannato a restare indietro.
(l.m.)
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