Con il neosindaco di Torino, intervistato dal giornalista RAI Giuliano Giubilei, venerdì 26 agosto ha avuto inizio la programmazione delle iniziative politiche della Festa. Un dibattito, quello con Piero Fassino, a tutto campo: dalla guerra in Libia ai rapporti interni alla maggioranza di governo, dai costi della politica all’adesione del PD allo sciopero indetto alla CGIL, fino una prima valutazione sull’esperienza di sindaco in una grande città .
La guerra in Libia, secondo l’ospite della kermesse bolognese, rappresenta un momento chiave nell’estate “democratica” delle realtà mediterranee e mediorientali che hanno deciso di liberarsi dai rispettivi regimi; compito di paesi come il nostro, ma soprattutto dell’Europa, è contribuire in maniera coesa alla positiva evoluzione di questi scenari, anche per favorire esiti democratici e per prevenire, nelle classi politiche che emergono nei nuovi scenari, eventuali derive di carattere integralista.
Riguardo alla crisi economica che sta pesantemente impattando sulle famiglie e sul sistema delle Autonomie, secondo Fassino la recente manovra è un chiaro sintomo dell’incapacità di governo dell’attuale Esecutivo in quanto ad esserne maggiormente interessati sono, come d’abitudine in questo Paese, proprio i lavoratori dipendenti, una parte del ceto medio e gli Enti locali; su questo, peraltro, ci sono convergenze con significative realtà governate dal Centrodestra -ad esempio, i Comuni di Verona e di Varese e la Regione Lombardia- e ci sono gli scenari che possono scaturire dalle conflittualità che non solo su questo tema lacerano la maggioranza.
Dei cinquanta miliardi di euro della manovra economica, inoltre, le risorse riservate allo sviluppo e alla crescita dell’economia del Paese sono inesistenti: viene così favorito l’accumulo del debito pubblico innescando, non ultimo, il rischio della recessione economica.
Fra le proposte formulate, in alternativa, dal Partito Democratico, il sindaco di Torino ricorda l’introduzione di una patrimoniale più consistente ad opera di chi può contribuire di più, il ripristino della lotta all’evasione fiscale, il conferimento ai Comuni della possibilità di godere appieno delle opportunità contemplate dal federalismo fiscale e la razionalizzazione della spesa pubblica, a partire da quelle realtà che ne sono interessate in maniera troppe volte solo saltuaria.
Il tema della manovra economica costituisce anche l’occasione per sottolineare la necessità di superare questo Governo e la legge elettorale cui nel 2008 deve la vittoria: trovano qui attualità lo schema “no porcellum no casta” e l’adesione del PD al referendum per cambiarla qualora non sia possibile addivenirvi tramite via parlamentare.
I costi della politica: da Fassino pieno accordo sullo sforzo a ricondurli su standard europei, ma anche necessità di riparametrare i compensi degli amministratori di città dalle dimensioni significative, in maniera tale da evitare il rischio che a praticare la politica siano solo i più ricchi.
Bene anche l’aggregazione fra Comuni e la riorganizzazione delle Province, meglio se a diretta cura delle Regioni.
Sullo sciopero CGIL del prossimo 6 settembre, cui Pierluigi Bersani ha annunciato la propria adesione auspicando, nel contempo, il ritrovo dell’unità delle forze sociali, Fassino condivide la necessità che il PD, sull’esclusiva base dei contenuti, manifesti interesse nei confronti di chi è in grado di proporre perseguibili alternative alla manovra del Governo.
L’esperienza di amministratore che sta conducendo dallo scorso mese di maggio? Il nuovo sindaco dell’ex capitale sabauda conferma di considerarla, anche perché riguardante la città nella quale è nato e dalla quale è cominciata la sua avventura professionale, come il coronamento di quarant’anni di politica sperimentata a trecentosessanta gradi ma nei confronti della quale sentiva con forza la mancanza della componente amministrativa, quella che si trova a più diretto contatto con il cittadino e che è l’unica a comportare l’intera gestione della filiera amministrativa: programmazione, progettazione, realizzazione, gestione e verifica delle scelte strategiche per una comunità .
In linea, quindi, con la riorganizzazione del Paese in chiave federalista è che anche la classe politica venga spostata ed opportunamente dislocata nei punti strategici del territorio.
(d.b.)
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