Un minuto di silenzio per Giuseppe Rossetti, un volontario morto in questi giorni nell’allestimento della Festa di Correggio. È così che, nel tardo pomeriggio di venerdì 28 agosto, si apre la Festa provinciale dell’Unità 2009.
A ricordarlo, in un afosissimo Spazio Forum, è Lele Roveri, il responsabile di una Festa “bella e partecipata come sempre”, divenuta negli anni “un momento irrinunciabile della nostra partecipazione politica”. Nel tempo di Facebook e di Twitter, c’è ancora spazio per una manifestazione nata 64 anni fa, che può essere considerata “il primo social network della storia”. Ma un social network “non virtuale”, fatto com’è “da persone in carne e ossa”. Un luogo in cui fin dai “piccoli gesti” – come “il servire ai tavoli dei sindaci del territorio”(ci sarà anche Flavio Delbono) – si percepisce l’impegno quotidiano per colmare la distanza tra cittadini e le istituzioni. Un luogo dal quale “i nostri volontari”, che lanciano un messaggio importantissimo: quello dell’unità e della capacità di ascoltare. Solo così, solo “se si va avanti uniti” (e, ovviamente, “se ci sarà un riscontro economico”) quelle Feste che rappresentano “un momento indispensabile per la vita del Partito” potranno sopravvivere. Questo ci dicono, con la loro passione, quei volontari “con cui lavorare tutto l’anno – dice Roveri – è per me un grandissimo privilegio”.
Si può ancora dire, con le parole di Enrico Berlinguer, ‘questo è il mio posto, questa è la mia gente’, osserva aprendo il suo discorso Daniela Vannini. La presidente dell’Assemblea Provinciale del PD è convinta che le Feste, come le sezioni prima e i circoli ora, siano “un luogo fondamentale della nostra politica”, da cui in momenti di difficoltà come quelli attraversati negli ultimi mesi il Partito Democratico può ripartire. Sottolineando quanto di positivo, in questi suoi due primi anni di vita, ci sia comunque stato – dalla straordinaria partecipazione alle Primarie del 2007 al buon risultato, pur nella sconfitta, delle elezioni politiche del 2008, fino alla vittoria nelle recenti amministrative, a Bologna – Vannini parla della necessità di “non focalizzare l’attenzione solo sugli aspetti negativi”. Il PD ha fatto la “scelta giusta”, ha “energie, capacità, giovani su cui investire”. Ora è “a metà del guado”, deve “ritrovare l’orgoglio, l’orgoglio dei nostri valori, della nostra storia, della nostra gente, e andare avanti, con coraggio, pensando in grande”. Per “dare una direzione nuova” a un Paese che, oltre ai gravissimi “problemi economici”, sta vivendo un vero e proprio “imbarbarimento culturale” e civile, “e rimetterlo in moto”. A partire dal prossimo Congresso.
A concludere l’inaugurazione è Andrea De Maria, che ringrazia le migliaia di volontari di questa e di tutte le Feste del territorio: 98 quelle realizzate quest’anno, qualcosa di davvero “straordinario”, anche perché “non è facile organizzare questa rete” di volontari. “Chi dirige oggi il PD – afferma poi il segretario – deve essere all’altezza di queste persone, della loro passione e del loro impegno”. È grazie a loro, a loro che hanno fatto campagna elettorale, che si sono vinte le elezioni a Bologna, è grazie a loro che il Partito si autofinanzia, e che “abbiamo la libertà di non dipendere da nessun padrone”. La Festa potrà dunque “mostrare ai cittadini”, ancora una volta, “quale sia la nostra idea della politica: una politica seria, onesta, trasparente”. Nei dibattiti che animeranno le serate del Parco Nord si parlerà di temi locali e nazionali. Il Paese sta vivendo “una crisi non solo economica ma anche morale” (a mostrarcelo, brutalmente, i recenti episodi di omofobia). E democratica. Un Governo che è la sintesi dei “populismi berlusconiano e leghista”, e che punta alla “rottura della coesione sociale”, sta mettendo seriamente in pericolo la nostra democrazia: il richiamo a non criticare il ministro dell’Istruzione a una consigliera comunale da parte del direttore di un Ufficio scolastico regionale, su invito di un parlamentare (PdL), come è avvenuto nei giorni scorsi nella nostra città, “non esiste in un regime democratico”. Perciò il PD “deve essere in campo in modo forte” e “proporre al Paese un’alternativa” di governo, “mostrando, là dove governiamo, come lo sappiamo fare”. Il passaggio congressuale, da questo punto di vista, sarà estremamente importante: per parlare agli italiani dei loro problemi (“non per risolvere i nostri conti interni”); per dare unità al partito, e “uscire più forti” da questo appuntamento; per radicarsi ulteriormente, con le primarie, nella società.




















