“Lavoro per il Paese”. Giuliano Poletti e Filippo Taddei intervistati da Nicola Porro

04 settembre bassa-18 2

“Abbiamo fatto una cosa rivoluzionaria: per la prima volta nella storia italiana non abbiamo negato l’esistenza della povertà, abbiamo affrontato il problema e introdotto il reddito di inclusione. I disoccupati ricevono un sostegno al reddito, devono essere utili alla comunità e farsi aiutare nel trovare un nuovo lavoro”. E’ un Giuliano Poletti a tutto campo quello che, insieme a Filippo Taddei, scalda la platea del Parco Nord. Il ministro del Lavoro e “il professore” del Pd guardano alla flexicurity e ad un nuovo modello di welfare, capace di tutelare prima di tutto i lavoratori (il che, come sottolinea Poletti, non equivale affatto al tentativo di salvaguardare a tutti i costi uno specifico posto di lavoro).
Una coppia che rivendica i successi di questi due anni e mezzo di governo Renzi in materia di occupazione (“Abbiamo creato nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e cancellato le forme contrattuali precarie”, spiega Poletti; “Nessuno è lasciato solo”, sottolinea Taddei) e che mette al centro del dibattito anche il referendum costituzionale: “L’Italia non può perdere questa occasione, il bicameralismo perfetto va superato per fare leggi nei tempi utili perché servano”, afferma il ministro, ponendo l’accento su quanto una politica (del lavoro, ad esempio) tardiva rischi di rivelarsi inutile. Da Taddei anche un punto fermo per il futuro: “Le norme che abbiamo fatto e che faremo per detassare il profitto delle imprese non sono regali alle imprese, ma – dice il dirigente Pd – un modo per creare lavoro: dove è più facile avere alti profitti è più facile che aprano aziende, noi diciamo alle imprese: è il momento che veniate in Italia.”


Qui il dibattito completo:

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