Jobs Act, lavoro e pensioni

“Sulla flessibilità in uscita, per accedere prima alla pensione, stiamo lavorando a un dossier: si tratta di un tema molto delicato e complesso, che è però all’ordine del giorno”. Queste le parole usate – venerdì 11 settembre dalla Sala Zangheri della Festa dell’Unità di Bologna – dal ministro Giuliano Poletti, intervenuto a un confronto sulla riforma del mercato del lavoro italiano e sui suoi risultati, insieme al responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico Filippo Taddei.

“Stiamo lavorando per preparare tutte le simulazioni e le analisi, perché così potremo, come Governo, prendere insieme le nostre decisioni in maniera documentata, considerando tutti gli elementi necessari. Ci sono – osserva Poletti – il problema dello scalone delle pensioni e il dato, da valutare attentamente, dell’invecchiamento attivo, che vanno incrociati con la realtà dell’occupazione giovanile: bisogna pensare a soluzioni che guardino a tutto questo”.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del Governo Renzi ha poi rivendicato i successi del Jobs Act legati ai primi segnali di ripresa industriale: “la strada giusta l’abbiamo infilata, adesso bisogna accelerare. Sono dati molto importanti – spiega Poletti – perché si inseriscono in un quadro generale: il mese scorso non era stato brillantissimo mentre questo mese è davvero positivo, e di buono c’è che oltre al traino della produzione auto, che era già solida, anche gli altri settori stanno partendo. C’è da augurarci – conclude – che si continui con questo ritmo” e si confermino gli attuali aspetti positivi sul piano occupazionale, della cassa integrazione e dei consumi.

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