Intervista a Bianca Berlinguer

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“Tante cose che ci uniscono nel passato e nel presente: diffido di chi vuole cancellare il passato”. Bastano poche parole e un’affollata Sala Dibattiti centrale Nilde Iotti si scioglie in un lungo applauso. Applausi di cuore e di passione come quelli che l’hanno accolta all’arrivo alla Festa provinciale dell’Unità di Bologna. Il Parco Nord è tutto per lei, per Bianca Berlinguer, giornalista Rai, ex direttore del Tg3 e ora responsabile di una fascia pomeridiana informativa su Rai 3, nonché figlia dell’indimenticato Enrico, storico segretario del PCI. Berlinguer racconta l’emozione di questo debutto. Alla domanda su una propria candidatura alla guida del PD risponde che non è all’ordine del giorno, non in questo momento “di difficoltà professionale” in cui gli impegni in Rai la assorbono completamente. “Se sarà, in futuro, la scelta di impegnarmi in politica sarà soltanto mia, non frutto di pressioni esterne”.
Un’intervista chiara e sentita, che strappa a molteplici riprese gli applausi fragorosi e prolungati della Sala. Senza reticenze Berlinguer affronta con equilibrio anche il tema referendum: “Il passato tutti lo studiamo e ci si può rifare al passato. Ma va interpretato e conosciuto per il periodo in cui si è sviluppato. Conosciamolo, ma diffidiamo da quelle interpretazioni che cercano di piegarlo”. L’ex direttrice del Tg3 sottolinea: “Chi ritiene che la riforma sia giusta e che deve andare in porto deve difenderla con argomenti legati alla situazione attuale”. Sui toni del dibattito, dopo aver rievocato il rispetto dell’avversario politico che ha caratterizzato degli anni del PCI, oggi venuto meno, commenta: “Sbagliato e dannoso sminuire le argomentazioni del fronte opposto al proprio”. Berlinguer lancia poi un messaggio chiaro a tutto il PD: “Se si vuole davvero cambiare la legge elettorale tocca al PD avanzare una proposta, discuterla con tutte le forze politiche e poi metterla celermente in discussione in Parlamento e approvarla velocemente”. In conclusione, sul futuro del partito: “Basti guardare a quello che è successo al MoVimento 5 Stelle a Roma: dietro al leader serve una squadra capace”.

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