"Una scrittura ibrida, tra terminologia scientifica e linguaggio poetico", spesso grottesca e ironica, ai limiti del surrealismo. Così Niva Lorenzini, docente di Letteratura italiana contemporanea, descrive l'opera di un "innovatore in campo poetico". Quel Giorgio Celli noto soprattutto come etologo e divulgatore scientifico ma del quale l'attività letteraria, sottolinea Davide Ferrari introducendo l'incontro del 27 agosto in Libreria, resta - nonostante i contatti con l'avanguardia degli anni Sessanta - profondamente misconosciuta.
Niva Lorenzini; intervento di Davide Ferrari
intervista di Rita Fortunato - riprese di Giorgio Gattelli (27 agosto 2011)
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