Donne contro le mafie

Le donne del PD e dell’Emilia-Romagna dicono no alla mafia. Con il dibattito sull’impegno per la legalità, lo Spazio Donne allestito al Parco Nord fa il tutto esaurito. Una serata intensa, quella di sabato 12 settembre, che dà il segno dell’impegno del Partito Democratico e delle Istituzioni nel contrasto alle organizzazioni criminali.

È il segretario provinciale del PD Francesco Critelli a mettere i paletti: “Il nostro partito è impegnato in primo luogo nel contrasto alla criminalità organizzata: lo facciamo anche grazie al lavoro di tanti amministratori seri e militanti come quelli che sono qui questa sera”. Un attributo di stima collettivo, una chiara bocciatura di quella “cultura dell’io” che pure va molto di moda, dentro e fuori la politica, in Italia. È la consapevolezza che risultati importanti si conseguono solo lavorando insieme.

E così, se i musicisti sono tanti, lo spartito allo Spazio Donne è uno solo: legalità. “Come Regione dal 2011 abbiamo intensificato l’impegno per progetti di formazione e recupero dei beni confiscati alle mafie, perché tornino disponibili per la comunità: l’Emilia-Romagna ha il 25% dei beni già rimessi a uso pubblico, la percentuale più alta in Italia”, spiega Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa regionale, che ricorda come “dalla prossima settimana a Pianoro cominceranno i lavori di abbattimento di un edificio sequestrato alla criminalità organizzata, che diventerà un giardino pubblico. È con questi fatti concreti che si raggiungono risultati”.

Dal canto suo Silvia Manfredini, responsabile Legalità del PD bolognese, ribadisce l’impegno del partito: “Abbiamo realizzato e realizzeremo importanti iniziative, siamo per non lasciare spazi vuoti, per iniziative meticolose e ripetute nel tempo, un impegno costante”, sottolinea con fermezza.

Un plauso all’attività di Partito e Istituzioni arriva da Elsa Rando, avvocato di Libera e da qualche tempo punta di diamante della Consulta regionale per la legalità voluta dal presidente della Regione Stefano Bonaccini. “Serve un impegno legislativo soprattutto a livello nazionale – ribadisce – per snellire tempi e burocrazia negli interventi sui beni confiscati alle mafie”.

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