Aemilia contro le mafie

10No, nessuno stupore: l’inchiesta Aemilia che ha messo allo scoperto la pericolosità delle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna non stupisce nessuno. Tantomeno il PD (e prima i DS), che non ha mai negato la pericolosità delle infiltrazioni mafiose tra il Po e l’Adriatico.

Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa e – da vicepresidente della Giunta Errani – promotrice e attuatrice della legge regionale antimafia, Antonio Mumolo, consigliere regionale che di quella legge fu relatore, Daniele Borghi, di Libera, e Silvia Manfredini, responsabile Legalità del PD di Bologna, parlano chiaro: “In questi anni abbiamo preso atto che non siamo più terra immune”, spiegano dal palco della Festa provinciale dell’Unità di Bologna.

Davanti a un pubblico attento tocca a Mumolo mettere paletti: “L’inchiesta è molto importante, e segue anni di nostre denunce e di nostro impegno, come ad esempio la legge regionale, tanto che è stata premiata dall’Onu sia per la qualità del testo sia per come l’abbiamo applicata”, incalza. Plauso all’attività svolta nella scorsa legislatura regionale, e portata avanti anche in quella attuale, arriva da Borghi, che ha parole di elogio per l’attività di tutte le Istituzioni emiliano-romagnole.

A Saliera tocca fare la sintesi: “Dobbiamo rafforzare i nostri anticorpi, voglio un Partito Democratico che sappia intervenire prima della magistratura su cose delicate e individuare i problemi. La Regione ha lavorato per sostenere i Comuni nel recupero dei beni confiscati e a loro assegnati, tanto che in Emilia-Romagna è il 25% la percentuale di beni già rimessi a disposizione della collettività: la percentuale più alta in tutta Italia”.

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